Papa Leone XIV ha emesso sabato un decreto che riconosce un miracolo attribuito all’intercessione del sacerdote greco-cattolico libanese Bechara Abú Mrad, aprendo la strada alla sua beatificazione. La notizia è stata accolta con gioia dall’ordine religioso a cui apparteneva il presbitero, vissuto tra il 1853 e il 1930, così come dal presidente del Libano, Joseph Aoun.
Dettagli del decreto e processo di beatificazione
La Santa Sede ha informato che il Pontefice ha ricevuto in udienza il cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero per le Cause dei Santi, e ha autorizzato la promulgazione di diversi decreti, tra cui quello che riconosce «il miracolo attribuito all’intercessione del Venerabile Servo di Dio Bechara Abú Mourad, sacerdote dell’Ordine Basiliano del Santissimo Salvatore dei Melchiti, nato il 19 maggio 1853 a Zahlé, Libano, e morto il 22 febbraio 1930 a Sidone», nel sud del paese.
Il Vaticano non ha ancora fissato una data per la cerimonia di beatificazione. Una volta beatificato, sarà necessario il riconoscimento di un secondo miracolo attribuito al Beato Bechara Abú Mrad affinché possa essere canonizzato come santo.
Carriera del venerabile e reazioni
Il sacerdote libanese è stato dichiarato «Venerabile» nel 2009 da Papa Benedetto XVI, il che significa che la Santa Sede ha riconosciuto formalmente le sue «virtù eroiche», ovvero qualità spirituali e morali considerate al di là di quanto ordinariamente atteso nella vita cristiana. Le sue spoglie riposano nel convento di San Salvador a Joun, sempre nel sud del Libano.
L’Ordine Basiliano del Santissimo Salvatore ha accolto il decreto con entusiasmo e ha definito la beatificazione «un passo significativo per la Chiesa cattolica in Libano». Da parte sua, il presidente Joseph Aoun si è congratulato con la comunità greco-cattolica e con l’ordine basiliano per quello che ha definito un nuovo «traguardo luminoso nella storia della Chiesa orientale e del Libano». Aoun ha affermato che il riconoscimento «incarna i valori su cui si fonda il nostro paese: la fede, un messaggio d’amore e una cultura di convivenza, e riflette il ruolo degli ordini religiosi libanesi nella diffusione della conoscenza».
Fonte originale: www.lorientlejour.com (pubblicato il 20 maggio 2026)
Foto: Konstantin Kitsenuik su Unsplash





