Un villaggio nell’epicentro del soprannaturale
Medjugorje, una località rurale della Bosnia-Erzegovina, divenne un punto di attenzione mondiale nel 1981 quando sei bambini riportarono l’apparizione della Vergine Maria. Questo evento, avvenuto nel contesto della Jugoslavia comunista e alla vigilia di conflitti bellici, diede inizio a un fenomeno religioso che dura da oltre quattro decenni. Tre di quei veggenti, ora adulti tra i 50 e i 60 anni, affermano di continuare a ricevere messaggi quotidiani, insieme a dieci segreti che, secondo la loro testimonianza, si realizzeranno prima della loro morte.
Dalla ricerca personale alla testimonianza pubblica
Il giornalista Pablo Rioja documenta il suo processo in «Objetivo Medjugorje», un libro che nasce da un pellegrinaggio iniziato nel 2012. Rioja, che si avvicinò inizialmente al luogo interessato a temi come i Novissimi —termine teologico per la morte, il giudizio e il destino eterno— e le possessioni demoniache, sperimentò una profonda trasformazione spirituale. La sua opera, presentata come una road movie emotiva, cerca di trasmettere l’esperienza personale più che imporre una conclusione.
Fenomeni osservati e dibattiti aperti
Rioja descrive scene intense durante le sue visite, includendo ciò che lui identifica come casi di possessione demoniaca, con manifestazioni fisiche e vocali che definisce «dantesche». Tuttavia, sottolinea che il «vero miracolo» di Medjugorje risiede nell’atmosfera di raccoglimento: il silenzio assoluto durante le apparizioni riportate, le adorazioni eucaristiche e le lunghe file per il sacramento della confessione. Ogni giorno, circa 50.000 persone si riuniscono in una grande tenda per pregare, mostrando, secondo l’autore, un rispetto impressionante verso il sacro.
La posizione cauta della Chiesa Cattolica
La Santa Sede mantiene una commissione di studio sugli eventi di Medjugorje. Papa Francesco, riconoscendo la portata del fenomeno, ha designato un visitatore apostolico permanente nel luogo. La Chiesa, con la sua caratteristica prudenza di fronte al soprannaturale, non ha emesso un riconoscimento ufficiale delle apparizioni, ma non proibisce i pellegrinaggi, enfatizzando l’importanza dei frutti spirituali come le conversioni e il ritorno ai sacramenti.
Testimonianze di conversione e ricerca di senso
Il libro raccoglie numerosi racconti di trasformazione personale. Rioja menziona da un giornalista scettico che finì per abbracciare il sacerdozio, a una coppia benestante che, dopo la visita, fondò un rifugio per persone in situazione di povertà. L’autore insiste sul fatto che Medjugorje offre «un dono diverso per ogni persona», che spesso si traduce in un’esperienza di speranza, perdono e riconciliazione con la fede.
Un’esperienza che sfida lo scetticismo
Per Rioja, il suo passaggio a Medjugorje ha alterato la sua concezione di un Dio misericordioso e vicino. Sebbene riconosca che lo scetticismo è comprensibile in una società che ha perso, a suo parere, le radici cristiane, invita a vivere l’esperienza senza pregiudizi. «Mi azzardo a giocarmi entrambi i piedi e le mani che non vi deluderà», afferma, sottolineando che, al di là dei dibattiti sul soprannaturale, il santuario si è consolidato come uno spazio di profonda ricerca spirituale per milioni di persone.
Fonte originale: www.diariodeleon.es (pubblicato il 21 ottobre 2023)
Foto: Christian Harb su Unsplash



