L’immagine di Carlo Acutis resta a Godoy Cruz e richiama i fedeli a Mendoza

L’immagine di Carlo Acutis, noto come il ‘santo millennial’ o ‘santo influencer’, si trova nella provincia di Mendoza e ha generato una forte partecipazione di fedeli, soprattutto giovani. Il primo punto d’incontro è stata la basilica di San Vincenzo Ferrer, situata nella piazza dipartimentale di Godoy Cruz, dove la comunità si è avvicinata per pregare e chiedere la sua intercessione.

Secondo quanto riportato dal media ElNueve.com, l’immagine missionaria del giovane beato, canonizzato dopo l’impulso di Papa Francesco e successivamente dichiarato santo, ha suscitato un notevole interesse nella comunità mendocina. Durante le recenti celebrazioni, la partecipazione è stata massiccia: dopo la messa della Divina Misericordia, decine di persone sono rimaste nel tempio per pregare, ringraziare o chiedere l’intercessione del santo.

Il padre Horacio Day, dalla basilica, ha sottolineato l’impatto che la figura di Acutis genera, soprattutto tra i più giovani. «È un santo che ci mostra che si può vivere il Vangelo nella vita quotidiana, fin dall’adolescenza e dalla giovinezza», ha affermato. In questo senso, ha rimarcato che il suo esempio combina una profonda vita spirituale — incentrata sull’Eucaristia — con un forte impegno solidale verso i più bisognosi.

Tra i tratti più ricordati del giovane italiano c’è la sua frase sulla comunione: «L’Eucaristia è la mia autostrada per il cielo», oltre al suo progetto di diffusione dei miracoli eucaristici e ai suoi gesti concreti di aiuto alle persone in situazione di vulnerabilità. Questi elementi fanno parte della sua testimonianza e devozione, come menzionato nella fonte.

La presenza dell’immagine ha anche ravvivato un desiderio nella provincia: la costruzione di una cappella dedicata a Carlo Acutis a Chacras de Coria. Secondo quanto spiegato da Day, l’iniziativa continua ad avanzare, anche se richiede ancora il sostegno della comunità per realizzarsi. Questo progetto riflette l’impatto pastorale e comunitario che la visita ha generato.

Contesto e rilevanza

Per quanto riguarda il percorso, l’immagine rimarrà nella basilica fino a domani alle 18:30, momento in cui sarà trasferita alla parrocchia di San Pietro, nel quartiere Covimet. Successivamente continuerà la sua visita in altre chiese di Mendoza, come parte di questa missione che mira a rafforzare la devozione in diversi punti della provincia.

D’altra parte, il sacerdote ha anche riflettuto sull’eredità di Papa Francesco a un anno dalla sua scomparsa. Ha sottolineato la sua visione di una «Chiesa in uscita», vicina ai più bisognosi e pensata come un «ospedale da campo» per un mondo ferito, oltre al suo forte messaggio sulla cura dell’ambiente espresso nell’enciclica Laudato si’. Queste parole contestualizzano la dimensione ecclesiale della visita.

L’invito rimane aperto per chi desidera avvicinarsi: la basilica rimarrà aperta durante la mattina, dalle 9 alle 12, offrendo un’ultima opportunità per conoscere l’immagine e approfondire la vita di questo giovane santo che continua a segnare le nuove generazioni. La comunità mendocina ha così l’occasione di partecipare a questa esperienza di fede e incontro.

Fonte originale: elnueve.com (pubblicato il 13 aprile 2026)

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