Leader cattolici da 16 Paesi si formano a Roma sulla Dottrina Sociale della Chiesa

Circa 86 leader cattolici provenienti da 16 Paesi hanno partecipato all’XI Diplomato Internazionale dell’Accademia Internazionale dei Leader Cattolici, svoltosi in presenza a Roma dal 5 al 9 ottobre. L’attività, che ha avuto una fase virtuale preliminare durante i sabati di settembre, si è sviluppata presso la Casa Generalizia dell’Istituto dei Fratelli delle Scuole Cristiane (Lasalliani) e in Città del Vaticano. Il programma, intitolato «Leadership per l’Equità», ha combinato formazione accademica, discernimento spirituale e spazi di incontro per rafforzare reti di collaborazione tra quanti operano negli ambiti ecclesiale, politico, economico, educativo, sociale e comunicativo.

Svolgimento e contenuti del diplomato

Il percorso ha affrontato questioni come lo sviluppo umano integrale, il bene comune, le politiche pubbliche, la povertà, le migrazioni, i conflitti e le sfide che l’intelligenza artificiale pone alla dignità umana. La proposta ha cercato di offrire strumenti per interpretare le trasformazioni contemporanee alla luce della fede e promuovere iniziative capaci di incidere sulla realtà. Juan Pablo Faúndez, presidente del Consiglio Accademico dell’Accademia Internazionale dei Leader Cattolici, ha spiegato che «la Dottrina Sociale della Chiesa è precisamente una disciplina che, per essere messa in pratica, richiede necessariamente l’approfondimento spirituale dei temi che tratta». A suo giudizio, la formazione non può limitarsi a una riflessione teorica, ma deve aiutare i partecipanti a discernere come agire negli ambienti sociali in cui svolgono la loro missione.

Incontri con Papa Leone XIV e il cardinale Pietro Parolin

Uno dei momenti salienti è stata la partecipazione dei diplomati all’udienza generale di Leone XIV, mercoledì 7 ottobre. Il Papa ha rivolto un messaggio ai leader cattolici in cui li esortava a rinnovare la loro fede. Il testo è stato letto all’inizio delle attività in presenza a Roma lunedì 5 dal cardinale Christophe Pierre, ex nunzio apostolico negli Stati Uniti e membro del Comitato Direttivo dell’Accademia. Lo stesso giorno, nel pomeriggio, i partecipanti hanno avuto un incontro con il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede, che li ha incoraggiati a perseverare nella loro missione in un mondo frammentato, attraversato da conflitti e polarizzazione. Il porporato li ha invitati a continuare a lavorare senza perdere di vista la persona umana, al centro dell’azione della Chiesa e degli sforzi per costruire una società più giusta.

Testimonianze e dimensione pastorale

Per Faúndez, questa preoccupazione risulta particolarmente urgente di fronte ai cambiamenti tecnologici e alle tensioni politiche attuali. «Non dimentichiamo mai che quella persona umana deve essere al centro», ha sottolineato, riferendosi alla necessità che l’intelligenza artificiale e i nuovi strumenti tecnologici siano al servizio della dignità umana e non contribuiscano a relegarla. La perdita di posti di lavoro, l’automazione e le difficoltà che attraversano le famiglie sono alcune delle sfide che, a suo avviso, richiedono una riflessione rinnovata dalla Dottrina Sociale della Chiesa. La diversità di provenienze ed esperienze ha costituito un altro degli aspetti arricchenti dell’incontro. Tra i partecipanti vi erano persone legate alla politica, all’economia, all’educazione e alla vita ecclesiale, nonché coppie di coniugi per le quali anche la dimensione familiare ha fatto parte del percorso. La possibilità di condividere progetti e prospettive ha permesso di esplorare nuove forme di collaborazione e di pensare risposte comuni a problematiche che trascendono i confini nazionali.

Tra quanti conoscono da vicino la portata di questa proposta vi è monsignor Luis Miguel Romero Fernández, vescovo ausiliare di Rockville Centre, a New York, Stati Uniti, e alunno del programma. Nel fare un bilancio dell’esperienza, il prelato, originario della Spagna, ha sottolineato l’importanza che i principi della Dottrina Sociale della Chiesa si traducano in iniziative concrete che rispondano ai bisogni reali della società. «Abbiamo una meraviglia del pensiero, ma bisogna fare in modo che ciò si produca in iniziative, progetti, corsi, seminari, si moltiplichi e vada a risolvere i problemi reali della nostra società», ha affermato. Il prelato ha inoltre apprezzato l’incontro tra partecipanti di diversi Paesi latinoamericani e lo scambio di conoscenze ed esperienze che ha permesso di stabilire legami per promuovere nuovi progetti. Il suo desiderio è che quanti hanno concluso la formazione non considerino sufficiente sviluppare alcune attività isolate, ma contribuiscano a estendere l’impegno sociale della Chiesa. «L’idea è fare della Dottrina Sociale della Chiesa un vero tema su cui lavoriamo insieme con la Chiesa», ha indicato. Per questo, ha insistito sull’importanza di moltiplicare quanto appreso e incoraggiare più persone ad applicare la fede ai problemi della società.

Contesto e rilevanza

Il percorso nella Città Eterna ha incluso anche un pellegrinaggio ad Assisi, giovedì 8 ottobre, nell’ambito degli 800 anni dalla morte di san Francesco d’Assisi. La visita ha offerto un’opportunità per approfondire l’eredità del santo della fraternità, della povertà evangelica e della pace, in sintonia con le sfide affrontate durante il diplomato. Inoltre, nell’ambito dell’incontro, è stato annunciato che il XII Diplomato in Dottrina Sociale si terrà nel 2027 in Spagna. La settimana si è conclusa venerdì 9 ottobre con la cerimonia di diploma presso la Pontificia Università Antonianum e la celebrazione della santa messa di chiusura nella Basilica di Sant’Antonio di Padova all’Esquilino. Al di là del conseguimento del diploma, il ritorno nei rispettivi Paesi apre ora una nuova tappa: portare gli apprendimenti nelle proprie comunità, rafforzare le iniziative esistenti e promuovere una cultura dell’incontro che ponga la persona umana al centro delle decisioni. Dai loro Paesi, i diplomati partecipano anche alle iniziative di preghiera promosse dall’Accademia per la salute di Papa Leone XIV, in un gesto di comunione con il Pontefice, ricoverato al Policlinico Gemelli da martedì 13 ottobre.

Fonte originale: www.vaticannews.va (pubblicato il 15 ottobre 2026)

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