Camille Costa de Beauregard: il sacerdote savoiardo che sarà beatificato nel 2025

Camille Costa de Beauregard, nato a Chambéry nel 1841, sarà beatificato il prossimo 17 maggio nella sua città natale, diventando l’unico francese a ricevere questo onore nel 2025. La cerimonia, rimasta in sospeso in attesa dell’elezione del nuovo Papa, è stata confermata dopo la designazione di Leone XIV l’8 maggio. Questo processo, lungo e rigoroso, cerca di offrire ai cattolici un modello di vita esemplare.

Una vita dedicata agli orfani e ai più bisognosi

Proveniente da una famiglia influente, Camille studiò al seminario di Roma e fu ordinato sacerdote nel 1867. Dopo aver servito come vicario nella cattedrale di Chambéry, fondò insieme all’abate Chenal la Società San Francesco di Sales, una mutualità di soccorso e una cassa di ritiro. Tuttavia, l’epidemia di colera che colpì le famiglie più povere cambiò la sua rotta. Vedendo tanti bambini orfani, decise di accoglierli. Nel 1868, il conte di Boigne gli affittò una casa per sistemare i piccoli. Così nacque l’Orfanotrofio del Bocage, dedicato all’educazione e alla cura dei giovani svantaggiati. «Scelse una strada più oscura dopo aver incontrato orfani i cui genitori erano morti di colera; prese una decisione radicale», spiega Gabriel Tardy, vicepresidente dell’Associazione degli Amici di Camille Costa de Beauregard. Oggi, la Fondazione del Bocage include una casa per l’infanzia, un centro orticolo e un liceo professionale, accogliendo oltre 400 giovani.

Il «Don Bosco savoiardo»

Così è conosciuto, in riferimento al santo torinese contemporaneo, che incontrò nel 1879. «Non si accorse subito che Camille aveva le stesse intuizioni educative di Don Bosco», sottolinea Tardy. La sua pedagogia, basata sulla benevolenza, il rispetto e il riconoscimento dei bambini, si opponeva all’educazione rigida e violenta dell’epoca. «È meglio peccare per eccesso di misericordia che per eccesso di rigore», soleva dire. Promuoveva passeggiate in montagna e la musica come assi formativi.

Salute fragile e forza spirituale

Nonostante fosse cresciuto nel castello di famiglia a La Motte-Servolex, una malattia lo costrinse a studiare a casa. Più tardi, al seminario di Roma, soffrì di forti mal di testa e di quella che oggi sarebbe diagnosticata come depressione. «Non si lamentava mai in pubblico, ma lo scriveva», dettaglia il teologo Jean-François Chiron. «Compì atti che sembrano ordinari, ma li compì in modo straordinario».

Il miracolo della guarigione

Nel 1910, un bambino ferito all’occhio fu affidato all’intercessione del sacerdote. Dopo nove giorni di preghiera e l’applicazione di un fazzoletto che gli era appartenuto, l’occhio guarì completamente. Il fatto, documentato dall’arcivescovo di Chambéry, fu ritrovato anni dopo negli archivi. Medici esperti certificarono il suo carattere inspiegabile, spianando la strada per la beatificazione.

Fonte originale: france3-regions.franceinfo.fr (pubblicato il 17 maggio 2025)

Foto: Jose Antoinne su Unsplash

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