Un verdetto definitivo su Dozulé
La Santa Sede, attraverso il Dicastero per la Dottrina della Fede, ha stabilito ufficialmente che i fenomeni delle presunte apparizioni avvenute a Dozulé, in Francia, non sono di origine soprannaturale. Questo verdetto, approvato da Papa Leone XIV il 3 novembre, pone fine a decenni di controversie sulle visioni che, secondo quanto affermato dalla veggente Madeleine Aumont, ebbero inizio nel 1972.
L'origine della polemica
Tra il 1972 e il 1978, Madeleine Aumont dichiarò di aver ricevuto 49 apparizioni di Gesù a Dozulé. In queste apparizioni, le sarebbe stato chiesto di costruire una "Croce Gloriosa" alta 738 metri e con bracci di 123 metri, completamente illuminata, come segno di redenzione universale. Sebbene la monumentale struttura non sia mai stata eretta, sono sorte repliche in scala ridotta note come "Croci dell'Amore". I messaggi associati promettevano la salvezza a coloro che si fossero pentiti ai suoi piedi, affermazioni che il Vaticano ora considera incompatibili con la dottrina cattolica sulla salvezza, la grazia e i sacramenti.
Precedenti di cautela ecclesiale
La posizione scettica della Chiesa non è nuova. Già nel 1983, l'allora vescovo diocesano Jean-Marie-Clément Badré mise in dubbio che la costruzione di una croce monumentale a Dozulé potesse essere un autentico segno di Dio. Nel 1985, il prelato mise inoltre in guardia contro la raccolta di fondi da parte di individui che agivano per conto proprio e contro una "propaganda fanatica". L'attuale vescovo di Bayeux-Lisieux, Jacques Habert, seguendo le nuove norme per il discernimento dei fenomeni soprannaturali stabilite nel 2024, ha proposto la dichiarazione di non soprannaturalità che ora è stata resa pubblica.
La Croce non si misura in metri
Nel suo comunicato, il Dicastero per la Dottrina della Fede sottolinea un principio teologico fondamentale: "La Croce non ha bisogno di 738 metri di acciaio o cemento per rendersi riconoscibile: si erge ogni volta che un cuore, sotto l'azione della grazia, si apre al perdono, un'anima si converte, la speranza rinasce dove sembrava impossibile". Questa riflessione pone l'accento sull'esperienza interiore della fede e dei sacramenti, al di sopra di segni fisici straordinari.
Discorso papale sul misticismo autentico
In un contesto più ampio, Papa Leone XIV ha fatto riferimento ai fenomeni mistici durante una conferenza alla Pontificia Università Urbaniana. Il Pontefice ha spiegato che il misticismo è un'esperienza che trascende la conoscenza razionale, un dono spirituale che può manifestarsi in modi diversi, tra cui visioni o estasi. Tuttavia, ha avvertito che questi eventi "rimangono secondari e non essenziali al misticismo stesso e alla santità". L'obiettivo finale, ha sottolineato, è sempre la comunione con Dio, per cui è necessario "valutare con prudenza tali eventi, con umile discernimento, secondo l'insegnamento della Chiesa" per evitare di cadere nell'illusione superstiziosa.
Fonte originale: www.ihu.unisinos.br (pubblicato il 14 novembre 2025)
Foto: Cande Westh su Unsplash





