Un’eredità di coraggio di fronte alla sofferenza
Nel contesto della Giornata Mondiale della Lotta contro il Cancro al Seno, la figura di Sant’Agata (conosciuta anche come Sant’Agata) emerge con forza come un riferimento spirituale per innumerevoli donne. Dalla Rettoria di Nostra Signora di Lourdes a Città del Messico, il padre Manuel Corral, canonico della Cattedrale Metropolitana, promuove la devozione a questa santa del III secolo, il cui martirio la consacrò come patrona di coloro che soffrono di malattie mammarie.
La testimonianza storica di una martire
Secondo la tradizione, Sant’Agata, una giovane siciliana, consacrò la sua vita a Dio e per questo fu perseguitata durante l’impero romano. Al rifiutare le pretese di un’autorità, fu torturata e mutilata. La fede cattolica racconta che, essendo prigioniera, fu visitata e guarita da San Pietro, sebbene infine morì come martire. «Per questo, fin dall’antichità, è considerata patrona delle donne con patologie di cancro al seno e altre malattie», spiegò il padre Corral in dialogo con ACI Prensa.
Un messaggio di consolazione nella diagnosi
Il sacerdote affrontò l’impatto emotivo di ricevere una diagnosi di cancro, descrivendolo come un momento «terribile» per le sue conseguenze personali e familiari. «Tuttavia, guardando a Sant’Agata, con tutte le sofferenze che lei dovette patire, può aiutare una donna a sapere che non è sola», affermò. Sottolineò che la prima risposta di fronte a tale situazione deve essere la fede e la fiducia che Dio non abbandona nei momenti dolorosi.
L’intercessione e il senso del dolore
Il padre Corral chiarì un punto cruciale della dottrina cattolica: «I santi non fanno i miracoli. Il miracolo lo fa Dio per intercessione di quel santo». Di fronte alla domanda ricorrente di «perché proprio a me?», il presbitero ricordò la condizione umana vulnerabile e indicò che la chiave sta nel trovare un senso alla sofferenza, qualcosa che solo la fede può concedere. «Sant’Agata patì molto ma non rinnegò mai Dio. Al contrario, trovò un senso al suo dolore confidando pienamente», evidenziò.
Comunità, preghiera e casi di guarigione
Da più di un anno, nella Rettoria di Nostra Signora di Lourdes si celebra una Messa speciale il giorno 5 di ogni mese, seguita da un tempo di preghiera e l’unzione delle malate davanti a un dipinto di Sant’Agata. Il padre Corral condivise di avere registrati «due casi di donne che chiesero l’intercessione di Sant’Agata e, nei loro controlli di routine, risultarono guarite». Uno dei casi coinvolgeva metastasi. Sebbene celebrasse queste notizie, il sacerdote fu enfatico nel non sottovalutare l’importanza della prevenzione e della diagnosi medica, incoraggiando i controlli regolari.
Un consiglio per le famiglie
Per le famiglie che accompagnano un caro con cancro, il padre Corral raccomandò la preghiera in comunione. «Raccomando che, in famiglia, ogni giorno tutti insieme, accanto alla malata, accendano una candela che rappresenta la luce di Cristo», espresse. Questa pratica, secondo spiegò, rafforza i legami e permette di offrire il dolore solidalmente per una causa giusta, trasformando la prova in un atto d’amore e unione.
Fonte originale: www.aciprensa.com (pubblicato il 13 marzo 2026)
Foto: Skyler Ewing su Unsplash





