Un fenomeno che ha trasformato una città
San Nicolás, storicamente conosciuta come «la città dell’acciaio» nel nord della provincia di Buenos Aires, Argentina, ha vissuto una trasformazione spirituale a partire da settembre 1983. Da allora, la sua identità si è ridefinita come «la città di Maria», grazie alla costruzione di un imponente Santuario dedicato alla Vergine del Rosario. Questo tempio, eretto sulle rive del torrente Yaguarón, un ramo del fiume Paraná, è diventato un polo di pellegrinaggio che attira circa 1.500.000 visitatori ogni anno, con cifre che possono superare le 700.000 persone in date significative.
Le origini: le apparizioni a Gladys Motta
La storia inizia il 25 settembre 1983, quando Gladys Herminia Quiroga de Motta, una donna di 46 anni con una profonda vita religiosa, affermò di aver avuto la prima di una serie di apparizioni della Vergine Maria con il Bambino Gesù. Secondo la sua testimonianza, le visioni, inizialmente silenziose, divennero più complesse con il tempo. Il 7 ottobre, durante la festa del Rosario, Gladys raccontò che, chiedendo alla Vergine cosa desiderasse, l’immagine si trasformò nella visione di un tempio. Il 13 ottobre ricevette il primo messaggio verbale, che includeva un riferimento al libro biblico di Ezechiele.
Il segno del luogo e il messaggio persistente
Un momento cruciale avvenne la notte del 24 novembre 1983. Gladys, insieme a un gruppo di persone, si diresse verso un campo vicino alla sua abitazione, guidata da ciò che Maria le aveva indicato. Lì, un raggio di luce avrebbe segnato il luogo esatto dove doveva essere costruito il futuro santuario, fatto testimoniato anche da una bambina di sei anni. Il messaggio centrale della Vergine, reiterato successivamente, fu chiaro: «Voglio stare sulla riva del Paraná». Questo desiderio divino divenne il motore spirituale per l’opera.
La costruzione: un’opera del popolo
L’edificazione del Santuario iniziò ufficialmente il 13 ottobre 1987, su un terreno donato dal Municipio di San Nicolás. Come spiega il padre Luis Prieto, rettore del santuario, l’opera avanzò sempre al ritmo delle donazioni popolari, senza grandi contributi individuali. «L’unico padrino del Santuario è il popolo», soleva dire monsignor Salvador Castagna, primo vescovo promotore del progetto. La costruzione, per fasi, ha privilegiato la funzionalità per accogliere le folle, con uno spazio esterno, conosciuto come «il Campito», capace di ospitare più di 70.000 fedeli.
Un cammino ecclesiale con discernimento
La ricezione ecclesiale dei fenomeni ha seguito un processo di discernimento. I messaggi ricevuti da Gladys Motta, quasi 1.900 tra il 1983 e il 1990, furono compilati in un libro, ma la loro divulgazione pubblica fu sospesa dall’autorità diocesana per evitare distorsioni. Nel 2016, l’allora vescovo Héctor Cardelli si riferì ai fatti come di «carattere soprannaturale». Successivamente, il suo successore, monsignor Hugo Santiago, decise nel 2017, con il parere positivo del Vaticano, di porre fine definitivamente alla diffusione pubblica dei messaggi, concentrando la devozione sul Santuario già costruito e sull’immagine venerata.
Un faro di pellegrinaggio nazionale
Oggi, il Santuario di Maria del Rosario di San Nicolás è una testimonianza tangibile della fede popolare. Le date del 25 settembre (anniversario della prima apparizione) e del 25 maggio radunano centinaia di migliaia di persone, insieme alla Settimana Santa e alla Novena di settembre. L’opera architettonica, sebbene con rifiniture pendenti, simboleggia una risposta collettiva a un’esperienza spirituale che, secondo credono milioni di fedeli, è nata sulla riva del Paraná quattro decenni fa.
Fonte originale: laverdadonline.com (pubblicato il 26 settembre 2025)





