Muore il sacerdote argentino Carlos Pérez, figura chiave nella storia della Vergine del Rosario di San Nicolás

Il 5 giugno 2026, all’età di 87 anni, è morto in Argentina monsignor Carlos Pérez, primo rettore del Santuario di Nostra Signora del Rosario di San Nicolás e figura centrale nello sviluppo dell’evento mariano iniziato nel 1983. La sua morte è avvenuta durante un ricovero per complicazioni respiratorie. Le sue spoglie sono vegliate nel Santuario fino alle 15:00, quando il vescovo di San Nicolás, monsignor Hugo Santiago, presiederà la Messa esequiale. Successivamente, sarà sepolto nella cripta del tempio.

Legame con le apparizioni mariane

Monsignor Pérez fu il confessore di Gladys Motta, la donna laica che dal 13 ottobre 1983 all’11 febbraio 1990 ricevette oltre 1.800 messaggi della Vergine Maria. Fu il primo a conoscere la sua testimonianza e, giorni dopo, trovò nel campanile un’immagine dimenticata della Vergine che Motta identificò come quella delle sue apparizioni. Da allora, accompagnò i fatti che resero l’advocazione di Nostra Signora del Rosario di San Nicolás una delle più frequentate del paese.

Riconoscimento ufficiale e eredità

Nel 2016, 33 anni dopo la prima apparizione, l’allora vescovo di San Nicolás, monsignor Héctor Cardelli, riconobbe ufficialmente le «manifestazioni soprannaturali» della Vergine Maria. Monsignor Pérez collaborò allo sviluppo del Santuario, di cui fu primo rettore, assumendo la conduzione pastorale nei suoi primi anni. La costruzione del tempio culminò nel 2004, trasformandosi in un grande centro di pellegrinaggio.

Biografia e opere

Nato a Pergamino, provincia di Buenos Aires, il 13 agosto 1938, Carlos Pérez fu ordinato sacerdote il 2 giugno 1963 nella sua città natale. La sua attività pastorale nella diocesi di San Nicolás fu estesa. Tra le sue opere scritte spiccano Consacrazione alla Vergine, Sono tua Madre (Visione testimoniale dell’Evento Mariano) e La violetta dell’Orto, sulla vita della beata María Crescencia Pérez, di cui era nipote. Nel 2016, Papa Francesco lo nominò Cappellano di Sua Santità, conferendogli il titolo onorifico di monsignor.

Fonte originale: www.aciprensa.com (pubblicato il 5 giugno 2026)

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