Un cammino verso gli altari
La Santa Sede ha confermato ufficialmente la prossima beatificazione di Enrique Ernesto Shaw, imprenditore e laico argentino, dopo l'autorizzazione del relativo decreto da parte di Papa Francesco. Questo annuncio segna una tappa significativa per la comunità cattolica argentina e per il mondo dei laici impegnati, riconoscendo una vita di fede vissuta in ambito imprenditoriale e sociale.
Il miracolo che ha dato impulso al processo
La causa di beatificazione ha fatto un passo decisivo dopo la verifica di un miracolo attribuito all'intercessione di Shaw. Il caso risale a un grave incidente subito da un bambino di sei anni, che ha ricevuto un calcio da un cavallo che gli ha provocato un grave trauma cranico. In condizioni critiche e dopo essere stato trasportato in aereo per ricevere cure specialistiche, i genitori del minore, legati all'Associazione Cristiana dei Dirigenti d'Impresa (ACDE) fondata da Shaw, hanno fatto ricorso alla preghiera chiedendo la sua intercessione.
Contro ogni previsione medica, il bambino ha avuto un recupero rapido e completo, senza conseguenze apparenti, un fatto che i medici non sono riusciti a spiegare scientificamente. La Congregazione per le Cause dei Santi, dopo un rigoroso esame, ha riconosciuto questo evento come un miracolo, considerandolo un segno divino che ha permesso di avanzare nel cammino di Shaw verso gli altari.
Un'eredità di fede e impegno sociale
Enrique Shaw, nato a Parigi nel 1921 e morto a Buenos Aires nel 1962, era conosciuto come "l'imprenditore di Dio". La sua visione integrava fede, impresa e responsabilità sociale. Nel 1952 fondò l'ACDE, da cui promosse una dottrina che poneva l'impresa come agente centrale per la costruzione di una società più giusta, inscindibile dal suo impegno per il bene comune.
In qualità di direttore della Cristalerías Rigolleau, si preoccupò attivamente del benessere di oltre 3.000 lavoratori e delle loro famiglie, promosse la cura dell'ambiente come un obbligo etico e contribuì allo sviluppo di politiche pubbliche, come la legge sugli assegni familiari. Il suo pensiero, espresso in conferenze e scritti, mantiene una notevole attualità.
Una vita familiare e spirituale esemplare
Sposato con Cecilia Bunge nel 1943, Shaw formò una famiglia numerosa con nove figli. Era un laico profondamente impegnato nell'Azione Cattolica e nel Movimento Familiare Cristiano. Anche dopo la diagnosi di cancro nel 1957, affrontò la malattia con "serenità cristiana", senza abbandonare la sua attività intellettuale né la sua testimonianza pubblica. La sua causa di canonizzazione, avviata poco dopo la sua morte, ha avuto il sostegno decisivo dell'allora cardinale Jorge Bergoglio, che nel 2001 ha formalmente richiesto l'apertura del processo.
Fonte originale: www.lanacion.com.ar (pubblicato il 18 dicembre 2025)
Foto: Klara Kulikova su Unsplash





