Chiusura liturgica delle festività
La comunità del quartiere di El Calero, a Telde, ha concluso lunedì le sue feste patronali con un atto religioso di particolare significato. La celebrazione è consistita in una messa solenne seguita da una processione che ha avuto come protagoniste le immagini di Nostra Signora di Fatima e di Santo Stefano. L’evento ha segnato il punto finale di un esteso programma festivo che si è svolto per quindici giorni.
Presidenza episcopale e partecipazione cittadina
L’eucaristia è stata presieduta dal vescovo ausiliare della Diocesi delle Canarie, Cristóbal Déniz, che ha condotto la cerimonia dall’altare. La Rondalla Beñesmen ha fornito la cornice musicale durante l’ufficio religioso. Tra i partecipanti alla messa c’erano il sindaco di Telde, Juan Antonio Peña, e il vicesindaco, Sergio Ramos, evidenziando il legame tra l’istituzione municipale e la celebrazione religiosa della comunità.
Processione come espressione di fede comunitaria
Dopo la celebrazione eucaristica, è iniziata la processione per le strade del quartiere. L’immagine della Vergine di Fatima, devozione mariana di grande venerazione che commemora le apparizioni in Portogallo nel 1917, è stata portata dai fedeli. Il corteo processionale ha avuto l’accompagnamento musicale della Banda Municipale di Musica di Telde, unendosi alla partecipazione di un numeroso gruppo di fedeli che hanno voluto accompagnare le sacre immagini in questo atto pubblico di fede.
Bilancio di due settimane di celebrazioni
Con questo atto liturgico, El Calero ha posto fine a un ciclo festivo inaugurato il 3 maggio scorso con il pregón a cura di Manuel Betancor. Il programma, di carattere integrale, ha combinato il religioso con il ludico e culturale, includendo concerti di gruppi come Los Lola, The Miracle, Los Salvantapallas, Aseres e Armonía Show. Inoltre, si sono svolte attività familiari e una romería offerta, riflettendo il carattere diverso e partecipativo di feste che sono un riferimento nel calendario locale.
Fonte originale: teldeactualidad.com (pubblicato il 14 maggio 2024)
Foto: Diana Kumst su Unsplash





