Il possibile miracolo che potrebbe accelerare la beatificazione di Benedetto XVI

La possibilità che il Papa emerito Benedetto XVI venga dichiarato beato prima del termine canonico minimo di cinque anni dalla sua morte ha preso forza dopo la diffusione di un possibile miracolo attribuito alla sua intercessione. Secondo quanto riportato in esclusiva dal portale cattolico colombiano Razón+Fe, e successivamente ripreso dal quotidiano italiano Il Giornale, il Vaticano starebbe già valutando seriamente questo caso, che potrebbe spianare la strada verso la beatificazione del teologo tedesco, scomparso il 31 dicembre 2022.

Il presunto miracolo: la guarigione di un giovane americano

Il fatto in questione avvenne nel 2012, quando Benedetto XVI era ancora pontefice. Peter Srsich, un giovane di 19 anni del Colorado (Stati Uniti), soffriva di un linfoma di Hodgkin in stadio così avanzato da comprimergli il cuore. Attraverso l’associazione Make a Wish, che realizza i sogni di bambini con malattie gravi, Peter chiese di conoscere il Papa a Roma. Durante un’udienza, Ratzinger posò la sua mano destra sul petto del giovane, in un gesto che i testimoni descrivono come una benedizione speciale. Da quel momento, la salute di Peter migliorò notevolmente, tanto che oggi, più di un decennio dopo, esercita come sacerdote, ordinato nel 2021. Sebbene la Chiesa sia sempre cauta di fronte a questi casi, la guarigione inspiegabile dal punto di vista medico è stata presentata come un possibile miracolo.

Impulso dall’entourage del Papa emerito

Monsignor Georg Gaenswein, già segretario personale di Benedetto XVI per vent’anni e attuale nunzio apostolico nei Paesi baltici, ha manifestato pubblicamente il desiderio che il processo di beatificazione inizi quanto prima. In dichiarazioni alla televisione cattolica tedesca K-TV, Gaenswein ha affermato: “Spero che il processo di beatificazione inizi il più presto possibile, anche se la Chiesa è una madre saggia e prudente. In questi riconoscimenti, molto di più”. Tuttavia, il percorso canonico è rigoroso: la beatificazione richiede l’approvazione di un miracolo attribuito all’intercessione del candidato, e la canonizzazione richiede un secondo miracolo. Il processo inizia con la dichiarazione di Servo di Dio, seguita da quella di Venerabile, e culmina con la beatificazione e, eventualmente, la santità.

Opinione di esperti e contesto ecclesiale

Il teologo e biografo di Benedetto XVI, Elio Guerriero, ha sottolineato a questo mezzo che, al di là dei miracoli, ciò che sarebbe veramente rilevante sarebbe il riconoscimento di Benedetto XVI come Dottore della Chiesa, a causa della sua profonda opera teologica e della sua capacità di anticipare le sfide della modernità. “Fu un grande studioso, un teologo con enorme abilità nel comprendere i tempi, anticipandoli. A volte non fu compreso, ma parliamo di un maestro della fede”, ha affermato Guerriero. Da parte sua, il professor Danilo Zardin, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, ha sottolineato che Ratzinger “ha dimostrato che si può avere un’unione viva con la storia della Chiesa. Fu un conservatore che ha recuperato il passato per dargli vita nel mondo moderno”.

Un processo costoso e non esente da controversie

La canonizzazione di un papa non è un fatto eccezionale nella storia recente: dal 1954, Pio X, Giovanni XXIII, Giovanni Paolo II e Paolo VI sono stati canonizzati, mentre Giovanni Paolo I è stato beatificato nel settembre 2022. Tuttavia, il processo comporta una spesa considerevole. Secondo un’informazione pubblicata da Il Fatto Quotidiano nel 2013, ogni causa di canonizzazione può arrivare a 750.000 euro, inclusi gli onorari di medici, teologi e vescovi che studiano e giudicano le virtù eroiche e i miracoli. Questo costo è solo alla portata di congregazioni religiose facoltose, il che ha generato critiche sulla commercializzazione del processo. Ora, papa Leone XIV ha la potestà di decidere se aprire un’indagine formale sul caso di Peter Srsich o se archiviarlo, in mezzo alle tensioni finanziarie che affronta il Vaticano.

Fonte originale: Foto: Mateus Campos Felipe su Unsplash

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