Una vita trasformata dal servizio
Stéphane Souillard, volontario dell’Ospitalità di Nostra Signora di Lourdes dal 2002, non avrebbe mai immaginato che, offrendo il suo aiuto a persone malate e disabili nel santuario, avrebbe incontrato la donna che sarebbe diventata sua moglie. «Venire a Lourdes ha cambiato la mia vita. Qui ho la sensazione di esistere», dichiara Souillard, visibilmente commosso. Questa esperienza lo ha spinto a prendere decisioni personali significative, incluso cercare un maggiore senso nella sua professione.
Un cammino di fede iniziato nell’adolescenza
L’ex ingegnere del settore automobilistico, che attualmente si occupa del denaro del culto nella diocesi di Créteil, ha scoperto la Chiesa durante l’adolescenza nella cappellania del suo liceo. Un anno dopo aver partecipato al suo primo pellegrinaggio con le cappellanie dei licei della regione parigina (il Frat) e aver vissuto la sua prima esperienza a Lourdes nel 1994, ha deciso di battezzarsi a 17 anni. Nell’agosto 2001, è tornato alla Grotta di Massabielle come «pellegrino solitario», invitato dal suo direttore spirituale che, di fronte al suo desiderio di servire, gli ha detto: «Vai a Lourdes!».
L’impegno con l’ospitalità
A Lourdes, Souillard ha incontrato i responsabili della diocesi di Tournai, che avrebbe accompagnato per due decenni. È rimasto profondamente colpito assistendo alla processione eucaristica «con la sua ondata di sedie a rotelle blu», vivendo ciò che descrive come il suo primo «colpo di fulmine» con la città mariana. Da allora, dedica gran parte delle sue vacanze al santuario. Dalla stagione successiva, ha iniziato a offrire i suoi servizi come volontario nell’Ospitalità di Nostra Signora di Lourdes, assistendo malati e persone con disabilità.
Il significato profondo del servizio
«A Lourdes, finalmente ho avuto la sensazione di essere utile, di dare un senso alla mia vita. Avrei l’impressione di perdere tempo passando le mie vacanze in spiaggia. Qui non ci sono barriere tra le persone. Sappiamo che tutti abbiamo la stessa fede», spiega Souillard. Tra i ricordi più toccanti dei suoi primi anni, spicca lo sguardo di gratitudine di una pellegrina italiana in sedia a rotelle a cui ha aiutato a toccare la Roccia di Massabielle, un momento di profonda connessione che non dimenticherà mai.
L’incontro che ha cambiato tutto
È stato proprio in questo contesto di «volontà universale di servire» che, nel 2016, Souillard ha incontrato «la donna della sua vita»: una volontaria dedicata ai bagni dei pellegrini malati nelle piscine. «Lei veniva da Shanghai. Non l’avrei mai conosciuta in altro modo», confessa. Due anni dopo questo incontro provvidenziale, si sono sposati, suggellando ciò che il volontario descrive con convinzione come «il mio miracolo di Lourdes».
Fonte originale: www.ladepeche.fr (pubblicato l’8 agosto 2025)
Foto: william f. santos su Unsplash





