Il Vietnam ringrazia per il «miracolo» della beatificazione di padre Truong Buu Diep

La beatificazione di padre Francesco Saverio Truong Buu Diep, celebrata il 2 luglio a Tac Say, provincia di Ca Mau, è stata accolta con profonda gratitudine dai cattolici vietnamiti e dalla popolazione locale. Nguyen Thi Kim Thoa, pellegrina di 55 anni proveniente da Ho Chi Minh City, ha espresso la sua emozione: «Ringraziamo Dio per aver concesso una gioia così grande ai cattolici vietnamiti con la beatificazione di padre Diep proprio qui, nella sua terra natale». Per lei, questa è stata la sua visita più speciale a Tac Say, un luogo che aveva già pellegrinato in numerose occasioni.

L’evento ha segnato una pietra miliare nella storia della Chiesa in Vietnam, essendo la prima volta che una messa di beatificazione si celebra nel paese. La cerimonia è stata presieduta dal cardinale Luis Antonio G. Tagle, pro-prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione e inviato pontificio di Papa Leone XIV. Nguyen Ho Hai, segretario del Comitato del Partito della provincia di Ca Mau, ha sottolineato che «questa solenne celebrazione non è solo una gioia per i cattolici vietnamiti, ma anche una gioia condivisa da tutto il popolo della provincia di Ca Mau, nonché un’opportunità per far conoscere la terra e le genti di Ca Mau agli amici sia a livello nazionale che internazionale».

Una celebrazione che ha unito un intero popolo

La partecipazione ha superato le 70.000 persone, sia in presenza che online, e ha trasceso le differenze religiose, culturali e sociali. I media statali vietnamiti hanno offerto una copertura positiva, evidenziando immagini di lunghe file di fedeli che si sono recati alla tomba del nuovo beato per pregare, deporre fiori e lettere di preghiera. «I pellegrini hanno cantato inni di lode a Dio e hanno ricordato i meriti del nuovo beato. Tutti hanno condiviso una preghiera comune per la pace e un’attenzione rinnovata ai valori positivi della vita», hanno riferito.

Il vescovo della diocesi di Can Tho, monsignor Pietro Nguyen Tan Loi, ha definito l’evento un «vero miracolo». Nelle sue dichiarazioni successive alla messa, ha affermato: «Padre Diep non appartiene solo ai cattolici, ma è anche un punto di incontro della compassione. Il fatto che milioni di cuori appartenenti a diverse fedi si siano inchinati con rispetto davanti a questo sacerdote è un grande miracolo di armonia e unità». La presenza di autorità civili, rappresentanti di altre religioni e volontari di diversa provenienza ha trasformato la celebrazione in una testimonianza di fede e solidarietà.

Il vescovo ha anche espresso la speranza che lo spirito di compassione di padre Diep ispiri i leader a essere «servitori fedeli del popolo, attenti alla pace e alla felicità dei nostri compatrioti». Rivolgendosi ai non cattolici, ha auspicato che Tac Say «rimanga sempre una casa comune di pace, dove l’amore senza limiti di padre Diep possa scaldare i cuori di tutti e aiutarli a scoprire Dio». La beatificazione, più che un atto liturgico, è diventata un simbolo di unità in un mondo segnato da divisioni, ricordando che la compassione e il rispetto reciproco possono unire le persone al di là delle loro credenze.

Fonte originale: www.fides.org (pubblicato il 10 luglio 2026)

Foto: Hưng Nguyễn su Unsplash

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