Il Vaticano autorizza la beatificazione dell’Arcivescovo Fulton Sheen, pioniere dei media cattolici

La Santa Sede ha comunicato ufficialmente al Vescovo di Peoria, Mons. Louis Tylka, che la causa del Venerabile Servo di Dio, Arcivescovo Fulton J. Sheen, può procedere verso la sua beatificazione. Questo annuncio, realizzato dalla diocesi statunitense, segna una pietra miliare decisiva nel cammino verso gli altari per una delle figure cattoliche più influenti del XX secolo negli Stati Uniti.

Un evangelizzatore di massa

Mons. Tylka ha sottolineato che l’Arcivescovo Sheen è stato «una delle voci più importanti dell’evangelizzazione» durante il secolo scorso, evidenziando la sua profonda devozione alla Santissima Vergine Maria e all’Eucaristia. «La sua capacità di condividere il Vangelo e connettersi veramente con la gente ha attratto innumerevoli anime a un incontro con Gesù», ha affermato il prelato, ricordando anche il lavoro missionario di Sheen, che ha aiutato a riconoscere l’universalità della Chiesa.

Traguardo e eredità mediatica

Peter John Sheen, nato a El Paso, Illinois, nel 1895, è stato ordinato sacerdote per la Diocesi di Peoria nel 1919. Consacrato vescovo ausiliare di New York nel 1951, è diventato un pioniere della comunicazione religiosa attraverso il suo programma televisivo «Vale la pena vivere», trasmesso tra il 1952 e il 1957 e premiato con un Emmy. Mons. Tylka lo ha definito un visionario che «si è anticipato di molto al suo tempo», raggiungendo milioni di persone. È morto il 9 dicembre 1979.

Un cammino con ostacoli

Il processo di beatificazione, iniziato nel 2002, è stato segnato da notevoli sfide. Dichiarato Venerabile da Papa Benedetto XVI nel 2012, l’avanzamento è stato interrotto nel 2014 da una disputa sulla custodia dei suoi resti mortali, che sono stati infine trasferiti alla Cattedrale di Santa Maria a Peoria nel 2019 dopo una sentenza giudiziaria. Quello stesso anno, Papa Francesco ha approvato un miracolo attribuito alla sua intercessione: la guarigione inspiegabile di un neonato nato senza segni di vita, i cui genitori avevano invocato Sheen.

Chiarimenti e avanzamento finale

La beatificazione, originariamente programmata per dicembre 2019, ha subito un nuovo ritardo a causa di consultazioni sulla sua possibile menzione in indagini su abusi sessuali a New York. La Diocesi di Peoria ha quindi emesso un comunicato affermando che «si è dimostrato definitivamente che [Sheen] è stato un modello esemplare di condotta cristiana» e che in nessun momento è stata messa in discussione la sua vita virtuosa. Dopo aver chiarito queste circostanze, il processo ha potuto riprendere, culminando con la recente autorizzazione vaticana. La diocesi lavora ora con il Dicastero per le Cause dei Santi per definire i dettagli della cerimonia di beatificazione.

Fonte originale: www.aciprensa.com (pubblicato il 9 febbraio 2026)

Foto: Sarah Noltner su Unsplash

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