Dal 4 al 6 settembre si svolge a Bali, in Indonesia, l’XI Congresso Internazionale di “Scholas Chairs”, nell’ambito del Summit Mondiale dell’Incontro, dedicato al tema “Intelligenza artificiale e significato umano”. All’apertura dei lavori, monsignor Indunil Janakaratne Kodithuwakku Kankanamalage, segretario del Dicastero per il Dialogo Interreligioso, ha avvertito che l’intelligenza artificiale non è solo un ulteriore sviluppo tecnologico, ma una trasformazione epocale, una rivoluzione cognitiva e sociale che sta già cambiando il modo in cui lavoriamo, comunichiamo, apprendiamo, prendiamo decisioni e comprendiamo noi stessi.
L’incontro riunisce giovani, università, governi, imprese, leader religiosi e organizzazioni sociali di tutto il mondo per riflettere su come garantire che l’intelligenza artificiale sia al servizio della dignità umana, della fraternità e della pace. Sotto il motto “Intelligenza artificiale e senso umano”, le giornate includono conferenze, workshop e gruppi di lavoro, con l’obiettivo di avviare progetti concreti di impatto globale.
Questa edizione commemora anche il secondo anniversario del viaggio apostolico di Papa Francesco in Indonesia, nel settembre 2024, e la firma, insieme al grande imam Nasaruddin Umar, della Dichiarazione di Istiqlal, riaffermando l’impegno per il dialogo interreligioso, la cura della Casa Comune e la costruzione della pace.
Nel suo intervento, monsignor Indunil Janakaratne Kodithuwakku Kankanamalage ha fatto riferimento a due termini che Papa Francesco aveva evidenziato durante l’incontro interreligioso tenutosi nella moschea di Istiqlal a Giacarta, il 5 settembre 2024: “incontro” e “luce”. “Queste due parole possono offrirci anche una cornice significativa per riflettere sull’Intelligenza Artificiale e sul significato umano”, ha spiegato il prelato.
Contesto e rilevanza
Il segretario del Dicastero per il Dialogo Interreligioso ha approfondito il tema alla luce dell’enciclica di Leone XIV, “Magnifica humanitas”. “Il Papa ci ricorda che la tecnologia ha il potere di guarire, connettere, educare e proteggere la nostra Casa Comune, ma può anche dividere, escludere e generare nuove forme di ingiustizia”, ha sottolineato. Inoltre, ha osservato che la tecnologia “non è automaticamente la soluzione ai problemi dell’umanità, né è intrinsecamente malvagia. Ciò che conta è la visione umana che la guida e i fini che persegue”. La preoccupazione di Papa Leone è fondamentalmente antropologica: quale impatto avranno le nuove tecnologie sulla dignità umana e sul bene comune?
Il Congresso si concluderà con la presentazione della “Dichiarazione di Bali”, un impegno condiviso per continuare a promuovere un’Intelligenza Artificiale etica, centrata sull’essere umano e orientata al bene comune. Questo evento si inserisce negli sforzi della Chiesa per accompagnare le sfide contemporanee, integrando la riflessione teologica con il dialogo interreligioso e la cooperazione internazionale.
Fonte originale: www.vaticannews.va (pubblicato il 4 settembre 2026)




