Un raggio di speranza nella miniera Santa Fe
El Rosario, Sinaloa. Dopo più di 312 ore di lavoro ininterrotto, le squadre di soccorso sono riuscite a localizzare vivo Francisco Zapata Nájera, di 42 anni, nella miniera Santa Fe. Il ritrovamento, confermato dal Comando Unificato alle 13:50 di martedì, segna una pietra miliare nell’operazione complessa che tiene in sospeso la comunità dal 25 marzo scorso.
Operazione di salvataggio e coordinazione
Il salvataggio è stato il risultato della coordinazione tra autorità statali, federali, la Segreteria della Marina, la Sedena, la Guardia Nazionale e squadre specializzate di diversi stati. Per garantire la sicurezza di Zapata Nájera, le squadre lavorano allo svuotamento di acqua e fango dalle gallerie, evitando che il minatore compia sforzi che compromettano le sue condizioni di salute. È previsto il suo trasferimento all’ospedale generale di Mazatlán con un elicottero Black Hawk della Marina.
Contesto della tragedia e situazione attuale
L’incidente è avvenuto quando una fuoriuscita di residui minerari ha allagato le gallerie dove lavoravano 28 persone. Sebbene 24 siano riuscite a uscire, quattro sono rimaste intrappolate. Il 30 marzo scorso, José Alejandro Cástulo Colín, di 44 anni, è stato il primo minatore salvato vivo. In questo momento, due operai rimangono intrappolati: Abraham Aguilera e Leandro Veltrán. Le loro famiglie ricevono informazioni costanti dalla Coordinazione Nazionale della Protezione Civile, supervisionata da Laura Velázquez Alzúa.
Speranza e sforzo collettivo
I lavori continuano 24 ore al giorno, con misure di sicurezza rafforzate come barricate e supporti strutturali per contenere possibili frane. La comunità, unita in preghiera e solidarietà, vede nel salvataggio di Francisco una testimonianza di speranza e del potere del lavoro di squadra. Ogni procedura eseguita avvicina i soccorritori all’obiettivo finale: salvare vite e restituire la pace alle famiglie colpite.
Fonte originale: www.tusbuenasnoticias.com (pubblicato l’8 aprile 2026)
Foto: Frederick Shaw su Unsplash





