Inaugurata la sala emergenze a Medjugorje dopo un decennio di impegno umanitario

Un sogno umanitario che diventa realtà

Dopo dieci anni di pianificazione e superamento di ostacoli, Medjugorje avrà finalmente un pronto soccorso medico. Il progetto, promosso dall'architetto veronese Vittorio Gugole, nasce in risposta a un'esigenza critica in questo importante centro di pellegrinaggio mariano, dove l'ospedale più vicino si trova a Mostar, a circa 40 chilometri di strade difficili.

Origine spirituale del progetto

Gugole, architetto in pensione residente a Madonna di Campagna, spiega che la sua motivazione principale era quella di restituire spiritualmente ciò che aveva ricevuto durante le sue visite a Medjugorje. "Ho fatto tutto come opera di carità, in modo assolutamente gratuito. Sono stato a Medjugorje, quel luogo mi dà molto spiritualmente, avevo il dovere di ricambiare", ha affermato il professionista. L'iniziativa è iniziata nella Pasqua del 2014 quando un suo amico, durante un pellegrinaggio, ha incontrato padre Milenko, provinciale francescano dell'Erzegovina.

Sfide e adattamenti

Il percorso verso la realizzazione del progetto non è stato facile. Fin dall'inizio, le autorità locali di Čitluk, comune a cui appartiene amministrativamente Medjugorje, hanno mostrato sostegno ma hanno anche sollevato diverse complicazioni. Tra le sfide principali spiccavano la scelta del terreno, le autorizzazioni comunali e sanitarie e, in particolare, come integrare la struttura nel Servizio Sanitario Nazionale dipendente dal Ministero della Salute di Sarajevo.

Le complessità sono state aggravate dalle diverse etnie, mentalità, tradizioni e religioni che coesistono in Bosnia-Erzegovina. La pandemia di COVID-19 nel 2019 ha rappresentato un altro ostacolo significativo, limitando gli spostamenti e gli incontri necessari per portare avanti il progetto.

Caratteristiche della nuova struttura

La "Peace Emergency Room", come sarà chiamata la struttura, rappresenta un Punto di Emergenza Territoriale (PET) attrezzato per fornire assistenza in diverse specialità mediche urgenti. Disporrà di servizi di chirurgia ortopedica, sala radiologica ed ecografica, reparto di cardiologia, tra gli altri. Il progetto iniziale di 880 metri quadrati è stato ridimensionato a 509 metri quadrati per ottimizzare le risorse e la funzionalità.

Finanziamento e consegna

Il progetto è stato finanziato dall'organizzazione senza scopo di lucro "Olimpiadi del Cuore", fondata da un gruppo di volontari che include l'avvocato Piergiorgio Merlo di Brescia, il giornalista Paolo Brosio e Mirella Sego. Una volta terminati i lavori, la struttura sarà consegnata gratuitamente al comune di Čitluk, che ha fornito il terreno, seguendo le direttive del direttore generale dell'ospedale di Mostar, il dottor Ante Kvesic, e dell'ingegnere sanitario Tihomir Cavar.

Gugole sottolinea che si tratta di "un servizio di emergenza per tutte le etnie e religioni, per turisti e pellegrini", evidenziando il carattere inclusivo e umanitario dell'iniziativa che vedrà presto la luce dopo un decennio di sforzi costanti.

Fonte originale: www.cronacadiverona.com (pubblicato il 28 marzo 2024)

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