All’inizio degli anni ’60, mentre gli imperi coloniali crollavano in tutto il mondo, il Portogallo, sotto la dittatura di António de Oliveira Salazar, combatteva una sanguinosa guerra nei suoi territori africani. Isolato sulla scena internazionale, il regime più longevo d’Europa era l’immagine di un paese arretrato, tormentato dal ricordo di una grandezza perduta per sempre.
La strumentalizzazione di Fátima
In questo contesto, Salazar trasformò un evento di profondo significato religioso e simbolico universale in un’operazione di comunicazione al servizio del regime: la celebrazione del 50º anniversario delle apparizioni della Vergine Maria a Fátima. Per dare a questo evento una dimensione internazionale, il dittatore invitò Papa Paolo VI a presiedere le cerimonie commemorative.
La strategia aveva un duplice obiettivo: nascondere gli orrori della guerra coloniale e riconciliare gli stretti legami tra la dittatura portoghese e la Santa Sede. Fátima, che dal 1917 era stata un simbolo di fede e speranza per milioni di cattolici, divenne così uno strumento politico per legittimare un regime sempre più contestato.
Un messaggio anticomunista
Il titolo dell’episodio, «Fátima: Un miracolo anticomunista?», suggerisce che le apparizioni mariane furono interpretate dal regime salazarista come un baluardo spirituale contro l’avanzata del comunismo, in un momento in cui la Guerra Fredda polarizzava il mondo. La devozione popolare alla Vergine di Fátima, che includeva la preghiera del rosario e la consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria, fu abilmente sfruttata per rafforzare la narrativa anticomunista del regime.
Il documentario della RTP analizza come la dittatura manipolò il fervore religioso per distogliere l’attenzione dalla repressione coloniale e presentare il Portogallo come un baluardo della cristianità contro l’ateismo marxista. L’invito a Papa Paolo VI, che alla fine non partecipò, fu un tentativo di ottenere l’appoggio vaticano a una politica che già causava migliaia di morti in Africa.
Questo episodio fa parte di una serie di nove capitoli che esplorano le complesse relazioni tra religione, politica e potere nella storia contemporanea del Portogallo. L’indagine rivela come un evento di fede possa essere distorto per servire interessi di parte, e come la Chiesa cattolica, talvolta, si sia trovata intrappolata in alleanze scomode con regimi autoritari.
Fonte originale: www.rtp.pt (pubblicato il 15 agosto 2025)




